La riduzione di potenza del Contatore ha un costo di 25 € + iva a prescindere dalla potenza contrattualmente impegnata. Come è noto la potenza influisce sulla spesa annua o meglio ha una incidenza mensile. Se provvedi alla diminuzione allora cala l’importo fisso in addebito, che normalmente è pari a 1,77 € + IVA (21 € + IVA l’anno) per ogni kW in meno.
Qualora invece si volesse aumentare la potenza, innanzitutto si dovrà sostenere un costo una-tantum (una sola volta) richiesto dal distributore. Per aumenti fino a 6 kW il preventivo predeterminato corrisponderà circa a 55,66 € (+ IVA) per ogni kW aggiuntivo richiesto; per le richieste oltre i 6 kW si applicherà un costo diverso, che varierà in funzione del preventivo messo a disposizione del Distributore Territoriale di Zona. Il preventivo viene ribaltato al cliente finale senza costi aggiuntivi, a dispetto di altri fornitori.
Da tenere a mente che, quando si aumenta la potenza del proprio contatore, aumenta anche la quota potenza fissa in fattura. Per i clienti domestici è appunto di 1,77 € + IVA per ogni kW in più (21 € + IVA € l’anno), mentre per usi diversi è di circa 2.50 € + iva (31 € + IVA € l’anno). Importante inoltre sapere che se sei residente e richiedi aumento di potenza oltre i 3 kW, perdi anche «l’agevolazione accise», con un aggravio annuo di circa 40,86 € l’anno.
Quindi prima di procedere con una richiesta aumento potenza chiedi sempre un preventivo di spesa al tuo fornitore di Energia.