Nel contesto dell’efficienza energetica domestica, uno degli aspetti più sottovalutati è rappresentato dai consumi in standby, ossia l’energia elettrica assorbita da dispositivi elettronici e elettrodomestici quando non sono in funzione ma restano collegati alla rete elettrica. Questo fenomeno, noto anche come carico fantasma (Phantom load), incide in maniera concreta sul bilancio energetico complessivo di una casa e, di conseguenza, sulla bolletta mensile.
Scopriamo insieme quanto consumano gli elettrodomestici in stand-by e quali strategie adottare per limitarne l’impatto economico e ambientale.
Cos’è lo standby e perché influisce sul consumo elettrico
Quando un elettrodomestico è in modalità stand-by, il dispositivo appare spento ma in realtà mantiene attivi determinati circuiti elettronici interni. Questa condizione consente, ad esempio, di accenderlo rapidamente tramite telecomando, mantenere in memoria impostazioni personalizzate o visualizzare un orologio digitale. Tuttavia, ciò comporta un assorbimento energetico continuo, spesso impercettibile per il singolo apparecchio, ma significativo se moltiplicato per il numero di dispositivi presenti in una normale abitazione.
Il consumo elettrodomestici in questa modalità può variare da meno di 1 watt fino a oltre 10 watt, in funzione della tipologia e dell’anno di produzione dell’apparecchio. Se consideriamo una media di 5 watt per dispositivo in stand-by, mantenuto attivo 24 ore al giorno per 365 giorni, si arriva a circa 44 kWh annui per apparecchio. In un’abitazione con 10 dispositivi in queste condizioni, si superano tranquillamente i 440 kWh/anno, traducibili in 60-90 euro annui, a seconda della tariffa applicata.
Quali sono gli elettrodomestici che consumano anche da spenti?
Alcune categorie di dispositivi sono predisposte al consumo latente di energia, anche in condizioni di inattività apparente. I principali elettrodomestici che consumano anche da spenti sono: televisori, decoder, console da gioco, modem/router Wi-Fi, computer fissi con monitor, stampanti multifunzione, microonde con orologio digitale e caricabatterie lasciati attaccati alla presa.
Qualche modello, anche quando apparentemente spento, continua ad assorbire diversi watt, contribuendo in modo significativo al consumo domestico complessivo.
Un esempio emblematico è il consumo di un PC spento ma collegato alla rete elettrica, che può arrivare fino a 6 watt, soprattutto se restano attive opzioni come il wake-on-LAN o alimentatori ausiliari.
Come incidono gli elettrodomestici in stand-by sulla bolletta
Secondo stime ENEA e di agenzie energetiche europee, la modalità standby rappresenta tra il 7% e il 12% dei consumi totali di energia elettrica in ambito domestico. Questo significa che, in un appartamento con un consumo annuo di 2.700 kWh, tra i 190 e i 325 kWh potrebbero essere imputabili a dispositivi apparentemente spenti, ma in realtà costantemente attivi.
Un consumo tutt’altro che trascurabile, che incide sulla spesa complessiva in bolletta e contribuisce a un utilizzo inefficiente delle risorse energetiche. Conoscere i consumi degli elettrodomestici e agire per ridurre gli sprechi è quindi un passo essenziale per ogni famiglia.
Come ridurre i consumi nascosti
Per contenere l’impatto energetico degli elettrodomestici in stand-by, è possibile adottare alcune buone abitudini tra le quali:
- Utilizzare ciabatte con interruttore: collegare più dispositivi a una multipresa dotata di interruttore consente di interrompere completamente l’alimentazione con un solo gesto. È una soluzione particolarmente indicata per gruppi di dispositivi utilizzati contemporaneamente e permette di azzerare il consumo residuo durante i periodi di inutilizzo.
- Impiegare prese intelligenti: le prese smart offrono un livello di controllo avanzato con le quali è possibile programmare l’accensione e lo spegnimento automatico in base agli orari di utilizzo, monitorare in tempo reale l’assorbimento energetico e gestire tutto da remoto tramite app. Questo approccio consente non solo di eliminare gli sprechi, ma anche di acquisire consapevolezza sui propri modelli di consumo.
- Scollegare i caricatori inutilizzati: un’abitudine semplice ma spesso trascurata. Anche quando non sono collegati a uno smartphone o altro dispositivo, i caricatori continuano ad assorbire corrente, seppur in misura ridotta. Scollegarli dopo l’uso è un gesto di responsabilità energetica che, su scala annuale, contribuisce a un risparmio tangibile.
- Attivare le funzioni di risparmio: molti elettrodomestici e dispositivi elettronici di ultima generazione includono funzionalità specifiche per ridurre il consumo, come lo spegnimento automatico dopo un certo periodo di inattività, la modalità eco o la sospensione intelligente. Abilitare queste impostazioni è un modo semplice per lasciare che la tecnologia lavori al servizio dell’efficienza.
- Acquistare dispositivi efficienti: in fase di sostituzione o acquisto di nuovi elettrodomestici, è fondamentale considerare il consumo in standby riportato sull’etichetta energetica o sulla scheda tecnica. Optare per modelli ad alta efficienza, che consumano meno di 0,5 watt in modalità di attesa, permette di contenere i consumi passivi senza rinunciare alle prestazioni.
Ridurre i consumi in stand-by è una strategia concreta per migliorare l’efficienza energetica della propria casa e per contribuire alla sostenibilità ambientale. Ogni watt risparmiato rappresenta un beneficio non solo per il portafoglio, ma anche per l’intero sistema energetico.
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