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Dicembre 22, 2021

Piano nazione di ripresa e resilienza (PNRR), l’Italia come si comporta?

Partiamo subito da un presupposto, semplice ed inequivocabile: il bel paese è sotto la media Europea per percentuale di risorse destinate alla transizione energetica e non solo.

Non sono io a dirlo, bensì la commissione Europea, che ha fatto una stima delle risorse messe in campo e destinate al next generation per la transizione climatica e per la digitalizzazione. Di peggio per ora hanno fatto solo Grecia e Lettonia, mentre il Lussemburgo è in cima alla classifica.

Colpa di una classe dirigente poco attenta alla tematica oppure semplicemente incapace?

L’Europa ha messo a disposizione di tutti il ‘Recovery and Resilience Facility scoreboard’, tabellone virtuale e accessibile a tutti che permetterà di monitorare lo stato di attuazione dei Pnrr nazionali da parte degli Stati membri ( https://bit.ly/3pjkwP9 ).

Viene fuori un dato allarmante, nel computo del next generation UE, ogni stato membro deve destinare almeno al 37% delle risorse per obiettivi climatici e almeno il 20% per la digitalizzazione, per un totale (minimo) del 50%. l’Italia raggiunge forse il 40% e quindi la domanda sorge spontanea:

Il restante 10% della soglia minima, che fine fa e come sarà possibile saperlo?

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