La transizione energetica parte dalle nostre case. È questo il principio alla base della Direttiva Case Green (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive), recentemente approvata in sede europea. L’obiettivo è ambizioso: trasformare il patrimonio edilizio europeo, oggi responsabile di circa il 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di CO₂, in un comparto ad alta efficienza e a basse emissioni.
Di cosa si tratta?
La Direttiva Europea Case Green impone agli Stati membri di ridurre progressivamente i consumi energetici degli edifici, sia pubblici che privati, introducendo requisiti sempre più stringenti per la costruzione e la ristrutturazione. In particolare:
- Dal 2028 tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a zero emissioni.
- Dal 2030, la stessa regola sarà valida anche per gli edifici residenziali di nuova costruzione.
- Gli edifici esistenti dovranno essere gradualmente riqualificati, partendo da quelli più energivori (in classe energetica G), con l’obiettivo di raggiungere una decarbonizzazione completa entro il 2050.
A che punto è l’Italia?
Secondo uno studio presentato nel corso del convegno “La via italiana alla Direttiva Case Green”, tenutosi alla Camera dei Deputati, l’Italia ha già compiuto circa il 56% del percorso richiesto: ha ridotto i consumi energetici degli edifici residenziali di circa il 9%, su un obiettivo finale del 16% entro il 2030.
Un risultato incoraggiante, che testimonia gli effetti positivi di strumenti come l’Ecobonus e il Superbonus. Tuttavia, per raggiungere il traguardo mancano ancora 7 punti percentuali in meno di cinque anni.
Quanto costerà la transizione?
Il costo stimato per adeguare il patrimonio edilizio italiano è di circa 84 miliardi di euro entro il 2030, ovvero 14 miliardi l’anno. Sarà dunque fondamentale il supporto di strumenti finanziari pubblici e privati, insieme a una strategia nazionale ben strutturata per incentivare interventi di efficienza energetica anche nelle fasce meno abbienti.
In quest’ottica, la Commissione Europea ha previsto anche linee guida per semplificare l’accesso ai fondi e ridurre gli oneri amministrativi, soprattutto per le famiglie e i condomìni.
Le tappe fondamentali verso la Direttiva Case Green
- 29 maggio 2026: termine entro cui gli Stati membri devono recepire le nuove regole.
- 2030: tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a zero emissioni e i consumi dovranno essere ridotti del 16%.
- 2050: il parco immobiliare europeo dovrà essere completamente decarbonizzato.
Perché è importante?
Riqualificare energeticamente gli edifici non è solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per tutti:
- Ridurre i costi in bolletta grazie a minori dispersioni termiche.
- Aumentare il comfort abitativo e la qualità dell’aria indoor.
- Incrementare il valore degli immobili nel mercato.
- Contribuire alla lotta al cambiamento climatico e all’indipendenza energetica.
Se gestisci un condominio, una casa unifamiliare o operi nel settore edilizio, è il momento giusto per informarsi e pianificare. L’efficienza energetica è la strada verso un futuro più sostenibile e oggi più che mai, conviene a tutti.