Si sente parlare sempre più spesso di CCS, ma cosa è? Iniziamo dalla definizione semplice e pura: Cattura e stoccaggio del carbonio. Ma cosa è a sua volta il carbonio? Il carbonio è alla base di ogni forma di vita ed è presente praticamente ovunque. Un piccolo esempio possiamo farlo prendendo i diamanti e la grafite. Entrambi sono composti da atomi di carbonio, ma la differenza sta nel fatto che nel diamante ruotano altri 4 atomi attorno a quello di carbonio, mentre nel secondo solo tre! Questa piccola diversità, rende però i diamanti e la grafite assolutamente opposti. Ritornando all’energia, esistono altre sostanze di uso comune che sono formate dal semplice carbonio; abbiamo il carbone di legna, il carbonfossile, il nerofumo. Il primo è un combustibile importantissimo, che ha fornito e fornisce all’uomo parte dell’energia di cui ha bisogno, ma….il carbonio ‘brucia’, cioè si combina con l’ossigeno, sviluppando una grande quantità di calore e insieme a quest’ultimo anche due gas: l’ossido di carbonio e l’anidride carbonica. Questi gas sono rispettivamente inodore, velenoso (primo) e soffocante (secondo) e quindi dannosi, per noi e l’ambiente! adesso è possibile spendere due parole sulla cattura e stoccaggio del carbonio. Cosa è? Si tratta di “seppellire” grandi quantità di CO2 per combattere il cambiamento climatico (palliativo, non soluzione) direttamente alla fonte (vedi immagine). Attualmente ci sono molti studi al riguardo e di sicuro un problema primario sarà dato dal come catturare l’anidride carbonica emessa dalle centrali in modo efficiente ed economico. A mio avviso questa non è la soluzione al problema, ma di certo un aiuto che deve affiancare obbligatoriamente lo sviluppo sostenibile di fonti energetiche green.